Fiori ritrovati

Martedì 13 agosto, ore 18.00
Erto Vecchia / Centro Storico

In caso di pioggia Centro Visite del Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane


Emanuela Battigelli, arpa

Musiche di Francesco Bellotta

Friulana, formatasi musicalmente tra Udine e Tel Aviv, docente di arpa presso il Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, Emanuela Battigelli vanta esperienze concertistiche in ambito internazionale come solista e in formazioni da camera, e ha collaborato con alcune fra le più importanti orchestre a livello mondiale quali Berliner Philharmoniker, London Philharmonia ed Orchestra del Teatro alla Scala, sotto la direzione di Maestri come Daniel Barenboim, Simon Rattle e Kirill Petrenko. Riconosciuta per il suo interesse verso la musica contemporanea e la capacità di creare programmi originali, “pone l’arpa e la musica d’oggi in una luce moderna, profonda e comprensibile”. Con Fiori ritrovati riscopre e ripropone alcune tra le rare composizioni del palermitano Francesco Bellotta, morto nel 1907 dopo essere precipitato nella follia, e da molti considerato uno dei più grandi compositori per arpa di tutti i tempi. Con questo concerto, i colori e il “mormorio del Mediterraneo” fluiranno tra le antiche pietre di Erto Vecchia.


INGRESSO LIBERO



Info: 

Associazione Musicale Fadiesis
Via Rive Fontane, 34 – 33170 Pordenone
tel. 0434 43693 (dal lunedì al venerdì 9-12) o cell. +39 340 543 3534
eventi@fadiesis.org


ALLA SCOPERTA DI ERTO VECCHIA, CON LA MEMORIA DEL VAJONT

La proposta di un concerto a Erto Vecchia è anche un invito a scoprire questo borgo antico, porta d’accesso alla Val Zemola, nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.
Insieme alla vicina, ma culturalmente e storicamente lontanissima Casso, entrambi monumenti nazionali, Erto è uno dei due paesi della Valcellina toccati dall’onda d’acqua del Vajont, con la morte, la devastazione e soprattutto il drammatico spopolamento che seguirono questo disastro: un punto di non ritorno per la plurisecolare civiltà di questa vallata.

Qui Il tempo sembra essersi fermato al 9 ottobre 1963, con le case scure di pietra e le silenziose strade acciottolate quasi sospese sul baratro della Val Vajont. Un luogo della memoria che impone una profonda riflessione sul rapporto tra l’uomo e la natura e sui destini delle comunità che dipendono da questo rapporto.

Anche il Centro Visite del Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane, nella ex scuola del borgo, può aiutarci a comprendere questa storia con il suo significato universale.

BARCIS | Scena liquida






RISERVA NATURALE FORRA DEL CELLINA | Le forme dell’acqua


CLAUT | Le origini dell’acqua


CIMOLAIS | Le espressioni dell’acqua


ERTO-CASSO | La memoria dell’acqua


ANDREIS | Le stranezze dell’acqua


VALCELLINA IN MUSICA YOUNG | L’energia dell’acqua