Una sinfonia di bellezza: dai misteri del Cellina ai silenzi delle Dolomiti Friulane Patrimonio dell’Umanità  

Visitare la Valcellina è un’esperienza multidimensionale e multisensoriale.
Con la sua biodiversità; con la sua varietà di micro-culture, dialetti, testimonianze letterarie di un’incredibile schiera di poeti e scrittori locali; con le sue architetture e le sue storie, la Valle racchiude in pochi chilometri paesaggi tra i più intensi e mutevoli dell’intero arco alpino, con continui e improvvisi cambi di scenario: basta una breve galleria per proiettarci da un panorama sulla pianura a un canyon tra i più lunghi e profondi d’Italia, scavato dalle acque del Cellina.

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Ma allora, dove possiamo cominciare a scoprire questo paesaggio incredibile, che a ogni curva riserva una sorpresa, spalancando scorci inattesi che catturano l’immaginazione? 

Vi proponiamo di partire proprio dal protagonista che dà il nome alla Valle: il torrente Cellina.

Capirete subito perché, guardando le sue acque ipnotiche che variano dal turchese allo smeraldo. Il Cellina è musica per gli occhi, ma è anche un fiume misterioso: nasce poco a monte di Claut, alimenta lo spettacolare Lago di Barcis, si nasconde nell’omonima Forra, per poi “sfociare” in pianura dove le sue acque scompaiono subito nella steppa sassosa dei Magredi,  “risorgendo” più a valle dalle parti di Pordenone.
il nome Cellina viene anche associato alla mitica Caelina, la città perduta forse a seguito di un cataclisma e di cui parla Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia. Sarà vero? Difficile rispondere a questa domanda, anche se gli importanti reperti conservati nel Museo Archeologico di Montereale Valcellina e risalenti fino all’Età del Bronzo, sembrerebbero suggerire la possibilità di un collegamento tra la storia di questi luoghi e la leggenda evocata da Plinio.

Un bel punto di partenza per iniziare a conoscere questo territorio, e poi proseguire il viaggio in borghi che sembrano fermi nel tempo, o meditare sul rapporto tra uomo e natura davanti alla Diga del Vajont, o esplorare le remote Valli alpine delle Dolomiti Friulane, Patrimonio dell’Umanità Unesco, dove una natura incontaminata cela alcune tra le più spettacolari vette dolomitiche, tra cui lo slanciato Campanile di Val Montanaia, descritto dall’alpinista triestino Napoleone Cozzi come “l’urlo pietrificato di un dannato”. Una sinfonia di autentica bellezza che vogliamo valorizzare e accarezzare con le note, trasmettendovi la nostra grande passione per questa montagna ancora pura come la musica.

Le sette meraviglie della Valcellina

Per scoprire la Valcellina proponiamo sette “panorami digitali” che raccontano i tesori e le peculiarità dei sei comuni della Valcellina e il cuore protetto della Valle: il Parco Naturale Dolomiti Friulane con la Riserva Forra del Cellina. 

  1. Montereale Valcellina
  2. Andreis
  3. Barcis
  4. Claut
  5. Cimolais
  6. Erto e Casso
  7. Parco Naturale Dolomiti Friulane e Riserva naturale Forra del Cellina