La storia di Barcis è al tempo stesso lontana e vicina.  
Quasi sicuramente il nome è di remota origine, con significato conteso tra quello di “capanna” o “abitazione” (barg) e quello di “monte” (berg). Meno probabile l’ipotesi che lo farebbe derivare dal provenzale “bacis”, “bacino”, con riferimento alla conca in cui si trova e al tempo stesso alla forma della “barca”: quasi il presagio di un destino lacustre che si è compiuto solo nel secondo Novecento, improntando la località come oggi la conosciamo. Sostenitore della seconda evocativa etimologia è il barciano Giuseppe Malattia della Vallata: cantore innamorato del proprio borgo, nel novero della nutrita schiera di scrittori e poeti della Valcellina, e ispiratore dell’omonimo e ambito Premio letterario.

Nome a parte, Barcis ha origini che affondano almeno nell’Alto Medioevo, quando la località doveva ospitare un ospizio, per accogliere abati o rappresentanti dell’Abbazia benedettina di Santa Maria in Silvis a Sesto al Reghena, esercitante il dominio su questo territorio. 

Nel 1184 Barcis è citata come “plebs” (“plebe”, “pieve”): la comunità della Valcellina si raccoglieva allora intorno alla scomparsa Pieve di San Giorgio di Cellis, posta in posizione dominante in località Roppe e distrutta da una frana nel XIV secolo. Solo in seguito a questi eventi il paese si sviluppò a fondovalle, subendo nel corso del tempo radicali trasformazioni dovute a eventi bellici e a due incendi: il primo nel 1611, il secondo nel 1944, a opera degli occupanti nazisti, quando il borgo fu quasi annientato, con il suo patrimonio di documenti storici, tra cui la biblioteca di Giuseppe Malattia della Vallata ricca di quindicimila volumi!  

Facendo un salto indietro nel tempo, prima di quel fatidico incendio, dobbiamo immaginare Barcis adagiato a fondovalle a 409 metri di altitudine, lungo il greto sassoso percorso dal torrente Cellina, circondato dalla sua chiostra prealpina culminante nel Monte Cavallo (2.251 m) e a nord-ovest nella cima dolomitica del Crep Nudo (2.201 m).

Solo tra il 1952 e il 1954, mentre procedeva la ricostruzione postbellica, la Diga Nuova di Ponte Antoi avrebbe cambiato la fisionomia del paese, che cominciò a specchiarsi sul nascente bacino artificiale: il Lago Aprilis. Un lago giovane, dunque, che con le sue acque dalla bellezza ipnotica, cangianti dallo smeraldo a un incredibile turchese, ha segnato la metamorfosi e la rinascita di questa località, diventata primo centro turistico della Valcellina.
Una destinazione che oggi offre svariate possibilità: dalla balneazione alla canoa, dalla vela al surf e al sup. E ogni anno, a luglio, diventa teatro di un appuntamento mondiale di motonautica. Qui è possibile trovare alloggio nelle strutture alberghiere, negli appartamenti dell’Albergo Diffuso, nel locale campeggio o nell’apprezzata area camper. Qui è possibile gustare le genuine specialità locali in ristoranti, caratteristiche osterie o negli agriturismi e nelle malghe in prossimità del paese o nelle vicine Val Caltea e Val Pentina. O anche optare per picnic o barbecue nelle aree attrezzate sul Lungolago.

Da Barcis si dipartono percorsi pedonali e ciclabili, tra cui la passeggiata Lungolago di sei chilometri. Il sentiero del Dint offre tre spettacolari affacci panoramici sul Lago e la Forra del Cellina, che può essere “esplorata” partendo dal Centro visite di Ponte Antoi, o col Trenino della Valcellina o a piedi, magari affrontando il Ponte Tibetano sospeso sul Cellina. La Foresta del Prescudin, fuori Barcis, si raggiunge dal Cellina con una comoda passeggiata.

Un attento sguardo va anche riservato al vecchio borgo di Barcis che, nonostante il devastante incendio del 1944, preserva ancora case tradizionali e palazzi storici, come il secentesco Palazzo Mocenigo-Centi, la più interessante dimora monumentale della Valcellina, che fonde elementi tipici dell’architettura rurale con eleganti tocchi di venezianità.

Le sette meraviglie della Valcellina

Per scoprire la Valcellina proponiamo sette “panorami digitali” che raccontano i tesori e le peculiarità dei sei comuni della Valcellina e il cuore protetto della Valle: il Parco Naturale Dolomiti Friulane con la Riserva Forra del Cellina. 

  1. Montereale Valcellina
  2. Andreis
  3. Barcis
  4. Claut
  5. Cimolais
  6. Erto e Casso
  7. Parco Naturale Dolomiti Friulane e Riserva naturale Forra del Cellina